• 17 ottobre 2014

A Giacomo L. Riflessioni spassionate e pessimistiche su “Il giovane favoloso”

A Giacomo L. Riflessioni spassionate e pessimistiche su “Il giovane favoloso”

2 ore e 15 minuti, tanto, forse meno duravano le lezioni strazianti del mio professore di letteratura alle scuole medie. Un uomo incredibilmente vecchio (era così che lo vedevo a 11 anni) con delle mani enormi dalle dita gialle a causa del sigaro che aveva tra le mani tutto il giorno costringendoci a quell’odore violento e speziato poco apprezzabile a quell’età.

Il-giovane-favoloso-sinossi-ufficiale-e-prima-clip-del-film-di-Mario-Martone2 ore di strazio, di lezioni noiose, recitate a memoria, senza passione alcuna per tutti quei poeti e parole che ho imparato ad amare nella solitudine della mia cameretta (che frase Leopardiana!!), che se fosse stato per lui li avrei odiati per il resto della mia vita (Leopardi ti prego esci da questo corpo).
Lo stesso strazio che provi nel vedere il film di Martone dedicato alla vita di Leopardi, “Il giovane favoloso”. “Un Leopardi come non l’avete mai visto”, recita così il trailer che tra un paesaggio e l’altro mostra fiero il suo po’ po’ di cast: Elio Germano, Massimo Popolizio, Sandro Lombardi, Michele Riondino, Danilo Nigrelli e chi più ne ha più ne metta.
E pensi, “finalmente!”, un film italiano con degli attori che nella vita fanno gli attori. Mica le showgirl o i valletti di uomini e donne, no,  loro sono proprio Attori, di quelli che hanno fatto la “gavetta” a teatro che sono capaci di tenere infiniti monologhi senza annoiarti un secondo. Di quelli talentuosi sì, ma sopratutto artigiani della recitazione.

Ma sto andando fuori tema, “Il giovano favoloso” è un film noioso, ma questo non rende bene l’idea. E’ uno di quei film che se non fossi incastrato in quarta fila con 6 persone a destra e altrettante a sinistra, usciresti dal cinema, di corsa, urlando “Martone vaffanbagno” un po’ come avresti fatto a scuola dopo due ore di lezione con il prof. di cui sopra.
Un film che avrebbe avuto il suo perchè incorniciato da quel meraviglioso apparecchio chiamato TV, una fiction con i fiocchi al pari di quelle sulla vita di Padre Pio & co. (perlomeno, in quel caso,  ce lo avrebbero propinato i due comode “rate” settimanali).

Isabella+Ragonese+Il+Giovane+Favoloso+Photo+XF5ASG8oQEtlChe Leopardi fosse infelice, malato e gobbo lo sanno anche i muri, ma che somigliasse così tanto al gobbo di Notre Dame proprio non te lo aspetti. L’unica sorpresa di questo film è scoprire che il dolce Giacomino (mi perdoni Leopardi, ma nel film viene chiamato così dal suo amico e mentore Giordani) forse ma forse era pure gay e che sta Silvia per cui siamo stati costretti ad imparare a memoria i versi a lei dedicati (mi vedo giovinetta seduta con il capo chino sul tavolo della cucina, mentre mia mamma lava i piatti e dice “ancora, ancora” e io con voce monotona e monotona recito “Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi?), dicevo sta povera Silvia in realtà non è altro che una qualunque musa ispiratrice di una poesia che forse dedicherebbe volentieri a qualcun’altro. Magari ad Antonio Ranieri (Michele Riondino), amico e rivale in amore, ma talmente affascinante che dalla sua entrata in scena non fai altro che sperare che la telecamera si posi su di lui così da allietare, finalmente, le tue sofferenze.

foto-il-giovane-favoloso-13-low-1000x600

Bisogna dare adito a Martone, però, che con questo film ti fa entrare in empatia con il giovane Leopardi, durante queste due ore le senti tutte le sofferenze del giovane poeta. Come succede a lui,  ti dolgono le ossa a causa della costrizione forzata sulle poltrone del cinema per circa due ore e mezzo. Per non parlare degli occhi che continuano a lacrimare di noia e sonno e di quel pessimismo che diventa inesorabilmente insofferenza. E lo senti tutto questo Infinito – E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei – che diventa Eterno e non Immenso.

Lascia una risposta